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Programma 2019/2020

Ogni periodo storico presenta problemi e difficoltà specifiche. Il tempo in cui viviamo è certamente denso di inquietudini; soprattutto, vi si concentrano incertezze che rendono precaria la capacità di programmare il futuro. Si inseriscono in questa cornice le distorsioni della società attuale: basti pensare alla disoccupazione e alla sottoccupazione che riguardano tanti giovani, alla solitudine degli anziani, ai rapidi cambiamenti che comportano situazioni involutive per le fasce sociali più deboli, all’espansione di un predominio economico autoreferenziale che, nei fatti, si oppone alla giusta aspirazione delle persone di usufruire liberamente e favorevolmente della modernità. Lo stesso concetto di cultura rischia di essere inquinato e di essere sottomesso alla cultura dei consumi, che trascura il valore sociale del lavoro. In altri termini, diventa predominante la distribuzione, a scapito del significato tendenzialmente più responsabilizzante della produzione.

La risposta peggiore sarebbe rinchiudersi nel fatalismo. Bisogna piuttosto ricercare le condizioni idonee che conducano alla crescita personale, a riproporre la fiducia nella propria autonomia, affinché le esperienze personali vengano poste al servizio di una possibile riorganizzazione civile che dia spazio all’equo modello di sviluppo della collettività. Di questo modello c’è bisogno, e può essere favorito anche dall’educazione degli adulti: e, quindi, dall’impegno istituzionale dell’Università Primo Levi.

Siamo ben consapevoli che l’educazione degli adulti recupera e diffonde valori che vanno oltre l’importanza di accrescere il sapere. Non si tratta cioè solamente di recuperare il “danno educativo” a cui la vita ha costretto tante persone a seguito delle esigenze familiari, del lavoro, delle ristrettezze economiche, talvolta anche a causa dei limiti della scuola tradizionale.

E’ vero, molte cose del presente non ci piacciono. Tuttavia non serve – né possiamo permettercelo – coltivare una visione pregiudizialmente pessimistica. Semmai dovremmo rammaricarci delle occasioni sprecate, delle opportunità male utilizzate, dell’indebolimento della coesione sociale. La cultura, la conoscenza non risolvono tutti i nostri dubbi, ma offrono razionalità e sostengono l’impegno per essere migliori. Il sapere non offre risposte definitive alle nostre domande, ma ne innesca di ulteriori che inducono a superare gli schemi mentali troppo angusti, rompendo la tendenza alla conservazione e aiutando relazioni interpersonali più solidali e sensibili. Valorizzando se stessi aumenta la capacità di comprendere e ascoltare gli altri.

L’Università Primo Levi ha superato i quattromila iscritti. Ha esteso la propria attività ben oltre l’ambito dei corsi, ospitando conferenze, incontri, iniziative che propongono argomenti di vario genere: letteratura, scienza, storia, trasformazioni economiche e sociali. Anche la progettazione didattica si prefigge nuovi obiettivi: assieme al consolidamento dell’offerta già esistente, si è sviluppata la proposta – che abbiamo definito “sperimentale” – di alcuni mini corsi-estivi. Sono stati inoltre presentati alcuni nuovi corsi che intendono tener conto delle crescenti richieste degli associati.

Infine, è giusto e necessario rivolgere un sentito riconoscimento al valore e alla competenza dei nostri docenti, alle associazioni in cui la Levi si articola, al lavoro che quotidianamente svolgono i nostri collaboratori. A tutti i nostri associati va l’invito ad aiutarci nel percorrere insieme un cammino non facile ma avvincente, che mira a migliorare la qualità della vita e a renderne più comprensibile la complessità.

 

Franco Franchi – Presidente

Giliola Canton – Vice Presidente

Rinaldo Falcioni – Direttore Tecnico Scientifico

 

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