Con molto piacere condividiamo il programma di due rassegne molto interessanti, che si svolgono presso il Cinema Modernissimo:

-Paesaggi dell’anima il cinema di Valerio Zurlini, con titoli come Le ragazze di San FredianoCronaca familiare e La ragazza con la valigia dal 3 al 29 aprile.

Nasceva cent’anni fa a Bologna Valerio Zurlini, che è stato, ora la distanza storica ci consente di dirlo a serena ragion veduta, uno dei più grandi registi italiani. Formazione postneorealista, documentaria, antonioniana; mostra una predisposizione per il cinéma-verité, e presto scopre che la ‘verità’ è cosa piuttosto triste. I suoi film hanno scontornato figure romantiche, dolenti, destinate alla deriva, su sfondi sociali corrivi e ipocriti, senza che mai la sua voce si unisse ai cori della ‘denuncia’ o della ‘satira’ – termini che avrebbe liquidato con fastidio o forse orrore. Zurlini amava i libri, amava i quadri di Morandi, “gli oggetti immutabili che tendono ad allontanarsi sempre di più dalla loro geografia reale”, e con il paesaggio italiano intratteneva un rapporto di lancinante intensità. Se gli dobbiamo tre capolavori (Estate violentaLa ragazza con la valigiaLa prima notte di quiete) è anche per i modi in cui il paesaggio adriatico intride e plasma questi racconti di formazione o di disfacimento. Amava la musica, anche, e sapeva come usarla: la perfezione dell’entrata di Verdi nella Ragazza con la valigia è una cosa che forse solo Visconti, ed è anche o soprattutto il brivido di Domani è un altro giorno a fare di quella lunga sequenza nella Prima notte di quiete una delle più belle scene d’amore della storia del cinema (e guardiamola oggi anche come omaggio a Ornella Vanoni). Quando se n’è andato, troppo presto, aveva in mente un adattamento di Di là dal fiume e tra gli alberi, da Hemingway. Ecco un film che avremmo molto voluto vedere.

-Viva la libertà dal 18 al 25 aprile

Mai come oggi sentiamo vicina e importante la Liberazione. Ne celebriamo l’81° anniversario con un’ampia rassegna che attraversa il cinema per esplorare le molte forme della lotta antifascista, restituendone complessità, contraddizioni e umanità. Dalla dimensione intima a quella collettiva, i film in programma compongono un mosaico di sguardi: quello delle donne, finalmente protagoniste e non più figure marginali; quello dei bambini e dei giovani costretti a una prematura e violenta perdita dell’innocenza; quello di chi ha combattuto e, a distanza di anni, continua a fare i conti con ferite mai rimarginate. Accanto al racconto epico e corale, trovano spazio storie minime, quotidiane, in cui la resistenza si manifesta anche come scelta morale, gesto silenzioso, ostinazione a restare umani. Il percorso intreccia classici del cinema resistenziale (firmati da maestri come Jean-Pierre Melville, Louis Malle, Jirí Menzel, Andrzej Wajda, Luigi Comencini e i fratelli Taviani) e più recenti declinazioni (I nostri anniL’anno che verrà), biografie esemplari (Sandro Pertini, Antonio Giuriolo, Silvio Corbari, i fratelli Cervi), preziosi documenti d’archivio, incontri e testimonianze in sala. Dalle campagne sulla Linea Gotica alle città europee occupate, dalle azioni partigiane alla tragedia degli eccidi e della guerra civile, emerge un’idea plurale di Resistenza: non solo lotta armata, ma anche solidarietà, dissenso, educazione alla libertà.

Tutte le Socie e i Soci UPL hanno diritto al biglietto ridotto corrispondente per le proiezioni.

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Segreteria UPL