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Sabato, 18 Gennaio 2020 | ore 16:00
Sede Univ. Primo Levi
via Azzo Gardino, 20A/B/C, Bologna
Cento anni di Bauhaus
Un secolo fa nacque l'Istituto di istruzione artistica che, pur restando in vita solo 14 anni, lasciò un segno importante e indelebile: si chiamava Staatliches Bauhaus. Nacque nel 1919 dalla fusione dell'Accademia delle belle arti e della Scuola di arti applicate di Weimar, su iniziativa di Walter Gropius. Fu una delle più importanti scuole d'arte del XX secolo.
Il Bauhaus si avvalse della collaborazione di alcuni tra i migliori artisti operanti in Germania, appartenenti a diverse nazionalità: Paul Klee, Wassili Kandinsky, Piet Mondrian, Josef Albers, Ludwig Mies van der Rohe, Marcel Breuer, ecc.
Nel 1928 Gropius lasciò la direzione della scuola all'architetto svizzero Hannes Meyer, al quale subentrò, nel 1930, Mies van der Rohe.
In quegli anni, la scuola venne presa di mira dai nazisti, che vedevano in essa la realizzazione della cultura democratica. Dopo l'ultimo tentativo di Mies van der Rohe di mantenere in vita la scuola, trasferendola a Berlino, nel 1933 Hermann Göring ne decretò la chiusura, definendo il Bauhaus un centro di diffusione dell'arte "degenerata".
Il Bauhaus fu fondamentale nella costruzione del rapporto novecentesco fra tecnologia e cultura e diventò il punto di riferimento per tutte le espressioni d'innovazione nel campo del design e dell'architettura facenti parte del cosiddetto movimento moderno.
Relatore: Vito COLAVITTI, Docente UPL
Entrata libera
Primo Levi
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